Labile Label

Soggetto, vino, territorio e situazione.

Il netrroir potrebbe sembrare un banale contenitore, bacino di racconti a sfondo etilico.

In realtà quello che ci interessa è l’esplosione della soggettività, abbandoniamo definitivamente la  miope e utopica strada della classificazione a tutti i costi. Lasciamoci cullare dalla sfrenata sorgente di sensazioni che ci sgorgano dentro nel momento in cui noi stessi diventiamo parte fondante del netrroir. Raccontare un vino, o meglio narrare le sensazioni che questo ci ha regalato, i tramonti che ha trasformato in concerti di luci sull’acqua. Dimentichiamo una volta per tutte le etichette, roccaforti di un sistema che inizialmente ha avuto la pretesa  di imbottigliare sensazioni e che con il tempo si è spinto molto oltre, arrivando a proporsi come mercante di sogni e sentimenti.

Torniamo barbaramente alla realtà delle cose, abbandoniamoci alla folle scintilla della ricerca, rimanendo ben ancorati al netrroir sperimentiamo quello che il terroir ci regala e sentiamoci liberi di versare lacrime di stupore per un vino che sa finalmente di terra e non di mercato.

CONTAMINIAMOCI.

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